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Statuto

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TITOLO I: LA COMUNITA' MONTANA

CAPO I: ELEMENTI COSTITUTIVI

ART. 1 Costituzione, denominazione e natura giuridica

1. Tra i Comuni montani di Altissimo, Brogliano, Chiampo, Crespadoro, Nogarole Vicentino, Recoaro Terme, San Pietro Mussolino, Valdagno e parzialmente montani di Cornedo Vicentino e Trissino, ricadenti nella zona omogenea N.17, così come definita dalla vigente normativa regionale in materia, è costituita la Comunità Montana Agno - Chiampo, Ente locale dotato di autonomia statutaria nell'ambito delle leggi statali e regionali.

ART. 2 Sede

1. La Comunità ha la propria sede legale in Valdagno.

ART. 3 Segni distintivi

1. La Comunità ha un proprio simbolo, allegato al presente Statuto ed approvato con apposita deliberazione che ne illustra le caratteristiche.

ART. 4 Finalità ed obiettivi

1. La Comunità Montana si propone la valorizzazione umana, sociale, culturale ed economica della propria zona attraverso una politica generale di riequilibrio e di sviluppo delle risorse attuali e potenziali della medesima e perseguendo i seguenti obiettivi:
a) la salvaguardia e il razionale assetto del territorio montano nonchè la tutela dell'ambiente;
b) la gestione ottimale dei servizi e degli interventi riferiti al territorio di competenza, da realizzarsi anche attraverso convenzioni tra Comunità Montane e Comuni con carattere di reciprocità in ragione delle strutture di cui sono dotati;
c) la promozione della unione dei Comuni nonché della fusione di tutti o parte dei Comuni associati;
d) la programmazione, nell'ambito della programmazione regionale e provinciale, delle infrastrutture e dei servizi civili idonei a consentire la base di un adeguato sviluppo economico, finalizzata anche a favorire la residenzialità;
e) la gestione associata di servizi comunali;
f) il sostegno alle iniziative di natura economica e produttiva rivolte alla incentivazione e valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio montano, nel quadro di una programmazione mirata degli obiettivi e degli interventi;
g) la partecipazione delle popolazioni montane al generale processo di sviluppo socio - economico della montagna, favorendone, in particolare, le condizioni di residenza, di sviluppo demografico e la crescita culturale, professionale ed economica.
h) il collegamento con i propri emigrati anche mediante l'adesione ad enti ed associazioni specifici.
2. La Comunità Montana si propone altresì di promuovere ed attuare ogni altra iniziativa per la realizzazione delle finalità e degli obiettivi di cui al comma precedente.

TITOLO II: FUNZIONI

CAPO I: ATTRIBUZIONI

ART. 5 Funzioni di competenza

1 Oltre alle funzioni attribuite dalle leggi statali e regionali, nonchè agli interventi stabiliti dalle normative Comunitarie, spetta alla Comunità Montana:
a) esercitare ogni funzione strettamente connessa alla montagna attribuita con provvedimento regionale;
b) adottare il piano pluriennale di sviluppo socio - economico per la realizzazione di opere e interventi e i suoi aggiornamenti in armonia con la programmazione regionale provinciale;
c) adottare i programmi annuali operativi in esecuzione del piano di sviluppo socio - economico;
d) individuare gli strumenti idonei a perseguire gli obiettivi dello sviluppo socio - economico, quali la promozione e la costituzione di aziende speciali, enti strumentali, società di capitali anche con partecipazione privata, consorzi, che possano concorrere alla realizzazione dei programmi annuali operativi di esecuzione del piano di sviluppo;
e) concorrere, anche attraverso le indicazioni del piano pluriennale di sviluppo, alla formazione del piano territoriale provinciale;
f) favorire il concorso dei Comuni associati e delle popolazioni alla predisposizione ed attuazione del piano pluriennale di sviluppo socio - economico della Comunità Montana nel quadro degli obiettivi stabiliti dalla Comunità economica europea, dallo Stato e dalla programmazione regionale;
g) attuare, con l'affidamento delle relative funzioni amministrative, gli interventi speciali per la montagna finalizzati ad ovviare agli svantaggi naturali e permanenti insiti nei territori montani, in modo da assicurare la permanenza e pari opportunità alle popolazioni residenti, dal punto di vista ambientale, civile, economico e sociale.
2. E' altresì affidato alla Comunità Montana, con le procedure individuate dall'art. 51, l'esercizio associato di funzioni proprie e di servizi nei settori di competenza, da parte dei Comuni compresi nella propria zona omogenea individuata all'Art. 2 della L.R.19/1992.
3. I Comuni di cui al comma 2 organizzano inoltre, a livello di Comunità Montana, l'esercizio di funzioni ad essi delegate.
4. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, i Consigli comunali approvano un disciplinare sulla base di uno schema tipo, definito dalla Comunità Montana d'intesa con i Comuni interessati, che individua le funzioni, la durata dell'impegno, i rapporti finanziari, nonchè gli obblighi e le garanzie reciproche tra i Comuni e la Comunità Montana.
5. I Comuni di cui all'art. 2 della L.R. n.19/92, classificati parzialmente montani possono disporre che la delega alla Comunità Montana di funzioni proprie o delegate, anche quando le stesse vengono svolte in forma associata, si estenda, ai sensi dell'art. 4 della L. n.93/1981, anche alla parte del proprio territorio non classificata montana. I relativi rapporti di natura finanziaria, nel rispetto delle disposizioni di cui al citato art. 4 della L. n.93/81, sono regolati da apposita convenzione.
6. Per la gestione di servizi di livello provinciale o di area intercomunale che superino l'ambito territoriale della zona omogenea montana, la Comunità Montana può essere delegata, da tutti o parte dei propri Comuni, a far parte di Consorzi fra gli Enti locali costituiti ai sensi dell'art. 25 della L.142/1990, assorbendo le quote di partecipazione assegnate ai singoli Comuni aderenti. In tal caso il Presidente della Comunità Montana, o suo delegato, far parte dell'assemblea del Consorzio in rappresentanza dei Comuni deleganti.

ART. 6 Attribuzioni di delega

1. La Comunità Montana può essere destinataria di funzioni amministrative delegate dalla Regione con leggi regionali di settore e con particolare riferimento ai settori primario, economico - sociale, culturale, all'ambiente ed al territorio.
2. Può altresì risultare destinataria di funzioni proprie e/o delegate dei Comuni associati e della Provincia per delega attribuita dai medesimi, sulla base di un disciplinare approvato con deliberazione apposita dai rispettivi Consigli contenente modi, termini, oggetto, procedure e copertura finanziaria nonché le garanzie specifiche relative allo svolgimento della delega previo protocollo d'intesa con la Comunità Montana.

CAPO II: ORGANISMI CONSULTIVI

ART. 7 Conferenza dei Sindaci

1. E' istituita, presso la Comunità Montana, la "Conferenza dei Sindaci", organismo consultivo, composto dal Presidente della Comunità Montana e dai Sindaci dei Comuni associati.
2. La "Conferenza" è convocata e presieduta dal Presidente della Comunità Montana.
3. La Conferenza dei Sindaci esprime pareri obbligatori sulle seguenti funzioni:
a) esercizio di servizi a carattere sovracomunale qualora la spesa sia a totale o parziale carico dei Comuni interessati;
b) piano pluriennale di sviluppo socio - economico;
c) definizione dei protocolli d'intesa.
4. La Conferenza può esprimere pareri anche su altre materie sottoposte al suo esame.

TITOLO III: GLI ORGANI ELETTIVI

ART. 8 Organi elettivi della Comunità Montana

1. Sono organi della Comunità Montana il Consiglio, la Giunta, il Presidente.
2. Detti Organi si impegnano:
a) a realizzare, nell’esclusivo interesse delle popolazioni rappresentate, la più ampia coesione e convergenza di intenti sul primario obiettivo dello sviluppo sociale ed economico della montagna, con particolare riguardo alle zone più svantaggiate;    b) favorire il permanere di un dialogo costruttivo e di una serena collaborazione tra le due vallate dell’Agno e del Chiampo, garantendo l’alternanza nella Presidenza della Comunità Montana ed una rappresentanza paritaria nella Giunta.

CAPO I: IL CONSIGLIO

ART. 9 Definizione

1. Il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo della Comunità Montana.
2. Il Consiglio si riunisce di norma nella Sala Consiliare della Comunità Montana.
3. Qualora la Giunta lo ritenga opportuno, il Consiglio si può riunire in una delle sedi comunali dei Comuni che la costituiscono.

ART. 10 Elezione, composizione e durata in carica

1. Il Consiglio della Comunità Montana è composto da Consiglieri Comunali eletti con le modalità previste dalla normativa in materia.
2. La durata in carica dei Consiglieri è regolata dalla legge.
3. Il Consiglio dura in carica sino alla costituzione del nuovo, limitandosi, dopo la scadenza della maggioranza dei Consigli comunali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.

ART. 11 Attribuzioni

1. Al Consiglio competono i provvedimenti di carattere generale che rientrano negli scopi Comunitari, e precisamente:
– adotta ed approva lo Statuto e le sue integrazioni e modificazioni;
– approva i regolamenti e l'Ordinamento degli uffici e dei Servizi;
– elegge il Presidente, la Giunta ed il revisore dei conti e i componenti le commissioni consiliari;
– adotta il piano pluriennale di sviluppo nonchè le sue eventuali modifiche e/o integrazioni;
– approva i programmi annuali operativi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari ed i programmi di opere pubbliche, i bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, i conti consuntivi;
– approva la pianta organica e le relative variazioni;
– approva la definizione e la disciplina degli istituti di cooperazione e partecipazione;
– approva la contrazione di mutui, l'emissione di prestiti obbligazionari, la costituzione e la partecipazione a società di capitali;
– provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei propri rappresentanti presso Enti, nel caso in cui sia d'obbligo la rappresentanza della minoranza.

ART. 12 Revoca di rappresentanti

1. Il Consiglio può revocare i propri rappresentanti nominati presso Enti, aziende ed Istituzioni qualora essi non partecipino, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive dell'organismo presso cui sono eletti, ove ciò non contrasti con quanto previsto dai rispettivi statuti.

ART. 13 Prima adunanza - Consigliere Anziano

1. La prima adunanza del nuovo Consiglio avviene su convocazione e sotto la presidenza del Consigliere anziano, intendendosi per tale il Consigliere maggiore di età
2. Detta adunanza va convocata nel termine di 30 giorni dalla data di ricevimento dell'ultima delibera esecutiva di nomina, pervenuta al protocollo della Comunità, con avvisi da notificarsi almeno 5 giorni prima della seduta con raccomandata con ricevuta di ritorno.
3. Essa è riservata alla convalida degli stessi, nonchè all'elezione del Presidente e degli Assessori.
4. La seduta è pubblica e ad essa possono partecipare anche i Consiglieri per i quali si discutono le cause ostative alla convalida.
5. Tanto per la convalida degli eletti, quanto per l'elezione del Presidente e degli Assessori, si procede con votazione palese.

ART. 14 Funzionamento

1. Il Consiglio è convocato in via ordinaria dal Presidente, cui compete fissare il giorno della seduta, a mezzo raccomandata A.R. da spedirsi almeno 5 giorni prima dell'adunanza o con inviti consegnati ai Consiglieri negli stessi termini.
2. La consegna deve risultare da dichiarazione scritta rilasciata al dipendente o dalla ricevuta di ritorno della raccomandata.
3. Il Consiglio è convocato in seduta straordinaria su richiesta di un quinto dei Consiglieri in carica.
4. In tali casi l'adunanza deve aver luogo entro 20 giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta.
5. Nei casi d'urgenza è necessario che l'avviso di convocazione col relativo ordine del giorno sia consegnato o comunicato telegraficamente almeno 24 ore prima ma in questo caso, se la maggioranza dei Consiglieri presenti lo richiede, ogni deliberazione può essere rinviata al giorno seguente.
6. Altrettanto resta stabilito per gli oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti all'ordine del giorno di una determinata seduta.
7. Il Consiglio non può deliberare se non interviene la metà del numero dei Consiglieri assegnati; nella seconda convocazione, che avrà luogo in altro giorno, le deliberazioni sono valide purchè‚ intervengano almeno 4 membri. Restano esclusi i casi in cui sia prevista una maggioranza qualificata.
8. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio.
9. Alle sedute del Consiglio può partecipare l'eventuale Assessore esterno componente della Giunta che però non concorre a determinare la validità dell'adunanza. Egli può intervenire nelle sedute del Consiglio, svolgere la relazione introduttiva sulle proposte di deliberazione di sua competenza, partecipare alla discussione, ma non ha diritto di voto.
10. Le deliberazioni consiliari vengono assunte di norma con votazione in forma palese, salvo le specifiche diverse disposizioni di legge, del presente statuto e regolamentari.

ART. 15 Ordine del giorno e consegna

1. L'elenco degli oggetti da trattare nelle sedute del Consiglio è stabilito dal Presidente salvo nel caso di convocazione straordinaria, nel quale la determinazione degli argomenti da discutere avviene su indicazione dei Consiglieri che hanno promosso la seduta.
2. L'avviso di convocazione con l'allegato ordine del giorno deve essere pubblicato all'Albo della Comunità Montana e inviato ai Comuni che ne fanno parte e trasmesso al domicilio dei Consiglieri nei termini di cui al precedente articolo.

ART. 16 Numero legale e verbalizzazione delle sedute

1. Nessuna deliberazione Š validamente adottata dal Consiglio se non risulta approvata dalla maggioranza dei votanti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza qualificata.
2. Dal numero dei votanti, pur concorrendo a determinare la validità dell'adunanza, debbono essere esclusi i Consiglieri che prima della votazione dichiarino la propria astensione o la non partecipazione al voto.
3. Non concorrono invece a determinare il numero legale per la validità dell'adunanza i Consiglieri tenuti ad astenersi ai sensi di legge e ad allontanarsi dall'aula.
4. Per le deliberazioni di nomina, che richiedono la scelta di uno o più nominativi risultano eletti i Consiglieri che ottengono maggior numero di voti, esclusi i casi in cui sia prevista la nomina di rappresentanti della minoranza che provvede alla preventiva proposta nominativa o l'elezione sia prevista con voto limitato. In caso di parità, è eletto il più anziano di età.
5. Di ogni seduta del Consiglio sono redatti a cura del Segretario della Comunità Montana i verbali delle deliberazioni assunte. I verbali sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

ART. 17 Commissioni Consiliari

1. Per il miglior esercizio delle sue funzioni il Consiglio può avvalersi di Commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale.
2. Le Commissioni, distinte in permanenti e temporanee, saranno disciplinate nei poteri, nell'organizzazione e nelle forme di pubblicità dei lavori, da apposito Regolamento.

CAPO II: LA GIUNTA

ART. 18 Definizione

1. La Giunta è l'organo di governo della Comunità è Montana ed i componenti vengono chiamati assessori.

ART. 19 Elezione, composizione

1. La Giunta, assieme al Presidente, è eletta dal Consiglio alla prima seduta e subito dopo la convalida degli eletti.
2. Tale elezione deve avvenire comunque entro sessanta giorni dalla designazione o dalla surroga, da parte della maggioranza dei Comuni associati, dei propri rappresentanti.
3. L'elezione avviene sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da almeno 1/3 dei Consiglieri assegnati alla Comunità Montana, contenente la lista dei candidati alle cariche di Presidente e di Assessore ed a seguito di un dibattito sulle dichiarazioni rese dal candidato alla carica di Presidente.
4. L'elezione avviene a scrutinio palese a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. A tal fine vengono indette tre successive votazioni, da tenersi in distinte sedute entro il termine di cui al precedente comma 2 e, qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza predetta ne viene informato il Prefetto e il Comitato regionale di controllo per quanto di competenza.
5. La Giunta entra in carica non appena la deliberazione di nomina sia divenuta esecutiva a norma di legge.
6. La Giunta è composta dal Presidente e da sei Assessori che possono essere eletti anche tra i cittadini residenti, in ciascuno dei Comuni associati, non facenti parte del Consiglio o dei Consigli Comunali, purchè‚ in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale e di riconosciute doti di professionalità e/o esperienza amministrativa da evidenziare all'atto della presentazione del documento programmatico.

ART. 20 Mozione di sfiducia

1. La Giunta risponde del proprio operato dinanzi al Consiglio. Il Presidente e la Giunta cessano contemporaneamente dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva espressa per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati alla Comunità Montana.
2. La mozione deve essere sottoscritta da almeno 1/3 dei Consiglieri e può essere proposta solo nei confronti dell'intera Giunta. Deve contenere la proposta di nuove linee politico - amministrative, di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta in conformità a quanto previsto nei commi precedenti.
3. La mozione viene messa in discussione non prima di cinque giorni e non oltre dieci giorni dalla sua presentazione.
4. Detta mozione deve essere consegnata ai singoli componenti la Giunta entro cinque giorni dalla sua presentazione.
5. Se il Presidente non procede alla convocazione del Consiglio nei termini di cui sopra, vi provvede il Consigliere più anziano d'età, cui spetta in tal caso presiedere la seduta.
6. Il Presidente e gli Assessori intervengono ai lavori della seduta, che si svolge in forma pubblica, partecipando alla discussione e, per gli Assessori aventi diritto, alla votazione.
7. L'approvazione della mozione di sfiducia comporta la proclamazione del nuovo esecutivo proposto.
8. Il voto del Consiglio contrario ad una proposta della Giunta non ne comporta le dimissioni.

ART. 21 Vice Presidente

1. Il Vice Presidente è colui che nella lista unica proposta per l'elezione della Giunta segue immediatamente il Presidente.

ART. 22 Revoca degli Assessori

1. Ogni Assessore può essere revocato con deliberazione del Consiglio, su proposta motivata e scritta del Presidente.
2. La deliberazione di revoca può riguardare anche più Assessori, ma non più della metà dei componenti la Giunta.
3. La seduta del Consiglio, da tenersi in forma pubblica, non può aver luogo prima che siano state esaminate le giustificazioni addotte dall'interessato, purchè‚ pervenute entro dieci giorni dalla consegna della proposta, ovvero prima che sia inutilmente decorso detto termine.
4. La deliberazione di revoca, per essere validamente adottata deve essere votata per appello nominale ed approvata dalla maggioranza dei Consiglieri assegnati previa conoscenza dell'eventuale giustificazione prodotta.
5. Per la surrogazione degli Assessori revocati si applicano le disposizioni dell'art. 24 del presente Statuto.

ART. 23 Cause di ineleggibilità e incompatibilità

1. Le cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente e di Assessore sono stabilite dalla legge e dal presente Statuto.
2. Non possono far parte contemporaneamente della Giunta ascendenti e discendenti, fratelli e sorelle, coniugi, affini di primo e secondo grado.

ART. 24 Durata in carica e surrogazione

1. Il Presidente e la Giunta rimangono in carica fino al momento della sostituzione da parte dei nuovi eletti.
2. In caso di morte, di decadenza o di rimozione del Presidente, le funzioni vengono provvisoriamente assunte dal Vice Presidente, mentre il Consigliere anziano provvede a convocare il Consiglio, per il rinnovo integrale della Giunta ai sensi del precedente art. 19, entro trenta giorni dall'evento o, nel caso di perdita della carica di Consigliere, entro trenta giorni dalla comunicazione della deliberazione esecutiva della sostituzione dell'interessato con altro componente del Consiglio Comunale di provenienza.
3. Nel caso di impedimento temporaneo del Presidente, le funzioni vengono assunte dal Vice Presidente, ovvero, essendo anche questi eventualmente impedito dall'assessore più anziano d'et… non impedito.
4. Nel caso di impedimento di tutti i componenti della Giunta, le funzioni saranno assunte da un Consigliere all'uopo delegato.

ART. 25 Competenze

1. Alla Giunta spetta una generale competenza amministrativa, su ogni atto che, dalla legge e dal presente statuto, non sia riservato al Consiglio, al Presidente, al Segretario o ai Dirigenti.

ART. 26 Funzionamento

1. La Giunta si riunisce su convocazione del Presidente ogni qualvolta si renda necessario o il Presidente lo giudichi opportuno.
2. La Giunta è presieduta dal Presidente e in sua assenza dal Vice Presidente ed è validamente riunita quando sia presente la maggioranza dei suoi componenti.
3. La Giunta delibera a maggioranza semplice dei componenti presenti alla riunione.
4. Le adunanze della Giunta non sono pubbliche e possono partecipare alle sedute senza diritto di voto esperti e tecnici invitati dal Presidente a riferire su particolari problemi.
5. Di ogni seduta di Giunta sono redatti a cura del Segretario della Comunità Montana i verbali delle deliberazioni assunte. I verbali sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

ART. 27 Decadenza

1. La Giunta decade:
a) nel caso di approvazione da parte del Consiglio della mozione di sfiducia;
b) nel caso di dimissioni del Presidente o di oltre la metà dei propri Assessori e la decadenza ha effetto dalla elezione della nuova Giunta nei termini di cui al precedente art. 20.
2. I singoli componenti possono altresì decadere:
a) per il verificarsi di uno degli impedimenti, delle incompatibilità o delle incapacità contemplate dalla legge e dal presente Statuto;
b) per il mancato intervento a 3 sedute consecutive senza giustificato motivo.
3. La decadenza dei singoli Assessori è pronunciata dal Consiglio.

ART. 28 Dimissioni

1. L'assessore cessa dalla carica in caso di dimissioni. Esse sono presentate al Presidente che ne informa il Consiglio affinchè‚ provveda alla elezione di un nuovo assessore, entro sessanta giorni dalla loro presentazione.
2. Le dimissioni sono efficaci ed irrevocabili fin dal momento della loro presentazione.
3. Nel caso di dimissioni di oltre la metà degli assessori, l'intera Giunta decade e il Consiglio procede alla elezione di un nuovo Presidente e della nuova Giunta, entro sessanta giorni dalla presentazione di dette dimissioni

CAPO III: IL PRESIDENTE

ART. 29 Definizione

1. Il Presidente è il rappresentante legale della Comunità Montana.
2. Sovraintende alla direzione unitaria, politica ed amministrativa dell'Ente e ne coordina l'attività.

ART. 30 Elezione e durata in carica

1. L'elezione e la durata in carica del Presidente osservano le stesse modalità previste dal precedente art. 19 per l'elezione della Giunta.

ART. 31 Attribuzioni

1. Il Presidente rappresenta legalmente la Comunità Montana, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta e dispone sui seguenti aspetti relativi all'amministrazione dell'Ente:
– sovrintende all'attività amministrativa e politica;
– ha la rappresentanza generale dell'Ente ed, in assenza del Segretario e dei dirigenti, può stare in giudizio nei procedimenti giurisdizionali o amministrativi come attore o convenuto e stipulare i contratti;
– impartisce direttive generali al Segretario in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi;
– verifica la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite;
– periodicamente e comunque ogni anno entro sessanta giorni dall'approvazione del bilancio, anche sulla base delle proposte del Segretario:
a) definisce gli obiettivi e i programmi da attuare, indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione;
b) assegna al Segretario una quota parte del bilancio dell'amministrazione, commisurata alle risorse finanziarie, riferibili ai procedimenti o subprocedimenti attribuiti alla responsabilità dell'ufficio e agli oneri per il personale e per le risorse strumentali allo stesso assegnati;
– coordina e stimola l'attività della Giunta;
– nomina rappresentanti della Comunità Montana, presso aziende e istituzioni, quando il Consiglio non provvede entro il termine di quarantacinque giorni dalla scadenza del precedente incarico, sentiti i capigruppo consiliari;
– promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti alla Comunità, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta;
– promuove, tramite il Segretario, indagini e verifiche amministrative sull'intera attività della Comunità;
– ha facoltà di attribuire a singoli assessori compiti di impulso e proposta in relazione a specifici settori di intervento della Comunità;
– promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
– vieta con atto motivato e per il tempo strettamente necessario l'esibizione di atti dell'Amministrazione secondo le vigenti norme regolamentari;
– propone le materie da trattare nelle sedute del Consiglio;
– convoca e presiede la conferenza dei capi - gruppo consiliari, potendo intervenire alle sedute delle commissioni consiliari, secondo la disciplina regolamentare;
– conclude accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale da adottare al termine di un procedimento amministrativo svoltosi in contraddittorio con soggetti privati;
– riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio;
– adotta tutti gli altri provvedimenti di natura discrezionale e non collegiale che lo Statuto non abbia espressamente demandato alla competenza del segretario o dei dirigenti.

ART. 32 Sostituzione

1. In caso di assenza o di impedimento del Presidente le funzioni spettanti a quest'ultimo vengono svolte dal Vice Presidente.

ART. 33 Decadenza

1. Il Presidente decade nei seguenti casi:
a) per condanna penale, ai sensi di legge, con sentenza divenuta irrevocabile;
b) per la perdita della qualità di Consigliere;
c) per sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità previste dalla Legge;
d) per dimissione di oltre la metà degli Assessori componenti la Giunta;
e) per approvazione della mozione di sfiducia di cui all'art.20.

ART. 34 Dimissioni

1. Le dimissioni sono consegnate al Segretario che, previa loro protocollazione, provvede a informarne immediatamente i consiglieri.
2. Esse comportano la decadenza della Giunta.
3. Entro sessanta giorni dalla loro presentazione, il Consiglio procede alla elezione di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta.
4. Trascorsi sessanta giorni dalla presentazione delle dimissioni senza che il Consiglio provveda a sensi del precedente comma 3, ne viene informato il Prefetto e il Comitato regionale di controllo per quanto di competenza.

CAPO IV: I CONSIGLIERI

ART. 35 Funzioni

1. I Consiglieri hanno diritto di iniziativa e di controllo su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio e della Giunta secondo i modi e le forme stabiliti rispettivamente dai regolamenti e dalla legge. In particolare, nell'ambito delle funzioni di controllo assegnate al Consiglio, un terzo dei Consiglieri può chiedere che le deliberazioni adottate dalla Giunta siano sottoposti a controllo di legittimità da parte dell'Organo di Controllo nei limiti delle illegittimità denunciate per le sottoindicate materie, presentando istanza presso la Segreteria nel termine di 10 giorni previsto dalla legge:
a) acquisti, alienazioni, appalti ed in generale tutti i contratti;
b) contributi, indennità, compensi, rimborsi ed esenzioni ad amministratori, a dipendenti o a terzi;
c) assunzioni, stato giuridico e trattamento economico del personale.
2. Hanno il diritto di presentare mozioni, interrogazioni ed interpellanze secondo i modi e le forme stabiliti dal regolamento.
3. I Capigruppo consiliari, cosi' come individuati in seno ai rispettivi gruppi, esprimono il proprio parere al Presidente sulle nomine di rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed Istituzioni operanti nell'ambito della Comunità Montana, effettuate dallo stesso quando il Consiglio non provvede.
4. Per l'espletamento del proprio mandato i Consiglieri con le modalità previste dal Regolamento hanno diritto di ottenere dagli Uffici della Comunità Montana, nonchè dalle Aziende ed Enti dipendenti dalla medesima, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso.
5. I Consiglieri possono volontariamente astenersi dal votare tutte le volte che lo reputino opportuno.

ART. 36 Gruppi Consiliari

1. I Consiglieri si costituiscono in gruppi consiliari e potranno avvalersi degli uffici e delle strutture dell'Ente per lo svolgimento della propria attività a norma di regolamento.
2. I Capigruppo consiliari, così come individuati in seno ai rispettivi gruppi, esprimono il proprio parere al Presidente sui documenti programmatici e finanziari all'esame del Consiglio, nel corso di un'apposita riunione. I Capigruppo esprimono inoltre il proprio parere sulle nomine di rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed istituzioni operanti nell'ambito della Comunità, effettuata dallo stesso quando il Consiglio non provvede.
3. I singoli Consiglieri che non si riconoscono nei gruppi consiliari coincidenti con le formazioni partitiche, possono costituirsi in gruppo misto.

ART. 37 Dimissioni

1. Le dimissioni consistono in una dichiarazione scritta del Consigliere di rinunciare alla carica, indirizzata al Presidente.
2. Le dimissioni sono efficaci ed irrevocabili fin dal momento della loro presentazione.

ART. 38 Ineleggibilità, incompatibilità, decadenza dei Consiglieri

1. Non possono essere eletti Consiglieri della Comunità Montana e se eletti vengono dichiarati decaduti:
a) coloro che hanno liti pendenti con la Comunità;
b) coloro che hanno in appalto lavori e forniture per la Comunità
2. I Consiglieri decadono inoltre, quando successivamente alla nomina, sopravvenga una delle cause previste dal comma precedente o non partecipino a tre sedute consecutive del Consiglio senza giustificato motivo.
3. La decadenza è pronunciata con effetto immediato dal Consiglio della Comunità previa comunicazione dei motivi all'interessato.
4. La cessazione del mandato di Consigliere Comunale comporta la decadenza della carica di Consigliere della Comunità
5. La cessazione della carica di Consigliere della Comunità comporta la perdita delle altre cariche in seno alla Comunità

TITOLO IV: GLI ORGANI BUROCRATICI

CAPO I: SEGRETARIO

Art. 39 Definizione.

1. Il Segretario è il più elevato organo burocratico della Comunità Montana.

ART. 40 Attribuzioni

1. Il Segretario, nel rispetto delle linee programmatiche ed economiche, delle scelte e degli indirizzi amministrativi, seguendo le indicazioni del Presidente e degli Organi Collegiali, nonché esercitando la propria autonoma capacità gestionale sovraintende l'attività degli uffici dell'area amministrativa e coordina l'attività dei dirigenti, cura l'istruttoria e l'assunzione dei provvedimenti deliberativi, partecipa alle riunioni della Giunta e del Consiglio.
2. Esercita la propria responsabilità funzionale sia a livello generale che di specifico programma e/o progetto con autonoma capacità di scelta metodologica e procedurale. Adotta atti interni di carattere istituzionale ed organizzativo - gestionale o anche generali ed a rilevanza esterna sia negoziali che a contenuto vincolato, cosi' come di seguito indicati:
a) partecipazione alla definizione degli strumenti di programmazione socio - economica e finanziari dell'Ente;
b) elaborazione di proposte e dei relativi aspetti procedurali e finanziari;
c) organizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi specifici;
d) determina, informando le organizzazioni sindacali, i criteri generali di organizzazione degli uffici, secondo la disciplina in materia e le direttive del Presidente, definedo in particolare l'orario di servizio e l'orario di apertura al pubblico e l'articolazione dell'orario contrattuale di lavoro, previo eventuale esame con le OO.SS. secondo le modalità in vigore per legge;
e) adotta gli atti di gestione del personale e provvede all'attribuzione dei trattamenti economici accessori spettanti al personale, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi;
f) coordina le attività dei responsabili dei procedimenti individuati in base alla legge 7.8.1990, n. 241;
g) richiede direttamente pareri agli organi consultivi dell'Amministrazione e fornisce risposta ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di competenza;
h) formazione, istruzione ed attuazione delle proposte deliberative e dei provvedimenti di competenza degli organi collegiali anche con la collaborazione del dirigente e/o dei responsabili dei servizi interessati;
i) svolgimento di autonoma e richiesta funzione consultiva a favore degli organi elettivi, anche attraverso la partecipazione a commissioni di studio o di lavoro interne all'Ente e, con l'autorizzazione della Giunta esterne allo stesso;
l) ricezione delle dimissioni del Presidente, delle designazioni dei capigruppo consiliari e delle richieste di trasmissione all'organo di controllo delle deliberazioni della Giunta;
m) rilascio di documenti, notizie e permessi d'accesso alle strutture a cittadini e consiglieri nell'ambito del principio del diritto di accesso di informazione e di trasparenza secondo le modalità previste dal regolamento;
n) predisposizione, in collaborazione con i responsabili di area interessati, dei progetti preordinati all'incentivazione del personale e concorso alla determinazione degli indicatori di efficienza ed efficacia per la verifica dei risultati;
o) adozione di atti relativi all'ordinazione e liquidazione dei beni, servizi, compensi ed indennità al personale, secondo le norme regolamentari, nonchè sottoscrizione di mandati di pagamento e di reversali di incasso;
p) rogito di contratti e atti nell'esclusivo interesse della Comunità

ART. 41 Responsabilità

1. Il Segretario generale esprime il parere obbligatorio su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta ed al Consiglio, sotto il profilo della legittimità
2. In relazione alle sue competenze esprime anche il parere, in ordine alla regolarità tecnica e contabile, in caso di assenza o impedimento del dirigente o del responsabile del servizio interessato o della ragioneria.
3. Il Segretario è responsabile della correttezza amministrativa e dell'efficienza della gestione in relazione alla generale azione burocratica dell'Ente attraverso il coordinamento dei dirigenti e dei responsabili dei servizi interessati, nonché direttamente responsabile per le iniziative ed i compiti affidategli, e unitamente ai dirigenti ed ai responsabili di servizio, degli atti e delle procedure attuative delle deliberazioni di cui al precedente 1ø comma.
4. E' responsabile del risultato dell'attività svolta dagli uffici, al quale è preposto, della realizzazione dei programmi e dei progetti affidategli, della gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnategli. All'inizio di ogni anno presenta al Presidente una relazione dell'attività
propria e dei dirigenti svolta nell'anno precedente.
5. Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di responsabilità penale, civile, amministrativa contabile e disciplinare prevista per i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche.

ART. 42 Vice Segretario

1. La Comunità Montana può istituire l'Ufficio di Vicesegretario.
2. Il Vicesegretario svolge funzioni vicarie e di ausilio al Segretario, affiancandolo nello svolgimento della generale e particolare attività amministrativa affidatagli sostituendolo nei casi di assenza o impedimento e subentrando nei periodi di sede vacante.
3. Lo status giuridico ed economico del Vicesegretario è disciplinato dall'apposito regolamento organico dell'Ente nonchè dal regolamento sull'organizzazione ed il funzionamento degli uffici e servizi ove vengono anche precisate le particolari responsabilità gestionali attribuite al medesimo.

CAPO II: DIRIGENTE DELL'UFFICIO DI PIANO E DEI SERVIZI TECNICI.

ART. 43 Definizione.

1. Il Dirigente dell'Ufficio di Piano e dei servizi tecnici è il responsabile dell'area tecnico - programmatoria della Comunità Montana.

ART.44 Attribuzioni.

1. Il Dirigente dell'Ufficio di Piano è preposto alla direzione degli uffici e dei servizi di competenza, con tutti i compiti connessi e relativi che comprendono anche l'adozione di atti impegnativi verso l'esterno per l'Amministrazione, purchè‚ non riservati agli Organi elettivi o al Segretario.
2. In particolare gli spetta:
a) la presidenza delle Commissioni di gara e di concorso, la responsabilità sulle procedure di appalto e di concorso, nonché la stipulazione dei contratti;
b) la direzione e il coordinamento dei sistemi informatici statistici e del relativo personale;
c) l'esercizio dei poteri di spesa, per quanto di competenza nonchè dei poteri di gestione inerenti alla realizzazione dei progetti approvati dall'Ente;
d) la verifica periodica del carico di lavoro e della produttività dei propri uffici, previo eventuale esame con le Organizzazioni Sindacali, secondo le vigenti modalità in materia, la verifica sulle stesse materie riferite ad ogni singolo dipendente e l'adozione delle iniziative nei confronti del personale, ivi compreso in caso di insufficiente rendimento o per situazione di esubero, le iniziative per il trasferimento ad altro ufficio o il collocamento in mobilità;
e) l'attribuzione di trattamenti economici accessori per quanto di competenza, nel rispetto dei contratti collettivi;
f) l'individuazione in base alla legge 7.8.1990, n. 241, dei responsabili dei procedimenti che fanno capo all'ufficio e la verifica, anche richiesta da terzi interessati, del rispetto dei termini e degli altri adempimenti;
g) le risposte ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di propria competenza.
h) collabora con l'Amministrazione nell'individuare ed analizzare i problemi presenti nel territorio, nell'economia, nella società e formula proposte di interventi risolutivi;
i) elabora studi, pareri, proposte, schemi di provvedimenti amministrativi e regolamentari nelle materie dell'area tecnica;
l) emana gli atti a rilevanza esterna previsti dai regolamenti;
m) rilascia certificazioni ed attestazioni in merito a stati di fatto desumibili da delibere o da leggi.

ART. 45 Responsabilità.

1. Il dirigente è responsabile dell'espletamento delle funzioni ad esso attribuite, nonchè del buon andamento e dell'imparzialità dell'intera organizzazione operativa a cui Š preposto.
2. In relazione alle sue competenze esprime il parere di regolarità tecnica sulle proposte deliberative che la richiedono.
3. E' responsabile del risultato dell'attività svolta dagli uffici al quale è preposto, della realizzazione dei programmi e dei progetti affidatigli, della gestione del personale e delle generali risorse finanziarie e strumentali assegnategli.
4. Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di responsabilità penale, civile, amministrativa contabile e disciplinare prevista per i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche.

TITOLO V: UFFICI E SERVIZI

CAPO I: UFFICI

ART. 46 Organizzazione strutturale.

1. La struttura organizzativa dell'Ente si articola in relazione alle esigenze funzionali e gestionali derivanti dall'espletamento dell'attività istituzionale nonchè in relazione alle proprie dimensioni.
2. L'organizzazione inerente la suddetta articolazione verrà disciplinata da apposito regolamento in base a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione e secondo principi di professionalità e responsabilità

ART. 47 Personale della Comunità Montana.

1. Il personale della Comunità Montana è disciplinato, secondo la legislazione e la normativa in materia, da apposito regolamento comprendente la pianta organica e le norme sul trattamento giuridico ed economico.
2. Nell'espletamento delle proprie funzioni la Comunità Montana può utilizzare personale comandato o trasferito da Comuni, Province e Regione, nonchè avvalersi degli uffici degli Enti pubblici operanti nel territorio.

CAPO II: INCARICHI E PROFESSIONALITA' SPECIFICHE

ART. 48 Contratti a tempo determinato di diritto pubblico

1. Per la copertura dei posti di qualifica dirigenziale, di responsabile dei servizi o degli uffici, temporaneamente vacanti in pianta organica, si potrà procedere mediante contratto di diritto pubblico.
2. Gli incaricati dovranno comunque possedere i requisiti richiesti per l'accesso alla qualifica da ricoprire.
3. Con deliberazione di Giunta si provvederà alla determinazione dei tempi, modi e costi del disciplinare d'incarico.

ART. 49 Contratti a tempo determinato di diritto privato

1. Qualora per motivi eccezionali non fosse opportuno o possibile il ricorso ai contratti a tempo determinato di diritto pubblico per lo svolgimento delle mansioni attribuibili alle qualifiche funzionali temporaneamente vacanti nella pianta organica dell'Ente, con deliberazione motivata della Giunta si potrà procedere alla definizione di contratti a tempo determinato di diritto privato, fissando tempi, modi e costi del disciplinare d'incarico.
2. L'incaricato dovrà comunque risultare in possesso dei requisiti della qualifica da ricoprire.

ART. 50 Specifiche professionalità

1. Per la definizione e la realizzazione di particolari e specifici obiettivi ad alto contenuto di professionalità e per i quali non risulti possibile provvedere attraverso le proprie strutture, relativamente alla direzione ed assistenza tecnica dei servizi relativi alla gestione del territorio, alle azioni in campo economico alle attività sociali e culturali, alla statistica ed alla informatizzazione, l'Amministrazione potrà rivolgersi a collaboratori esterni.
2. Nella programmazione degli interventi e delle iniziative si dovranno preventivamente individuare, ove possibile, gli obiettivi da affidare alle collaborazioni esterne, predeterminandone tempi, costi, soggetti e procedure.
3. La Giunta procederà quindi con proprio atto deliberativo al perfezionamento di apposite convenzioni con i collaboratori incaricati.

CAPO III: SERVIZI

ART. 51Rapporti con i Comuni associati

1. La Comunità Montana assume l'organizzazione e la gestione di servizi ad essa attribuiti per delega dai Comuni associati secondo le modalità di cui all'art. 52.
2. L'affidamento di ciascun servizio da parte delle amministrazioni comunali interessate deve avvenire con deliberazione del rispettivo Consiglio Comunale sulla base di apposito disciplinare, previo protocollo d'intesa con la Comunità Montana che preciserà tempi, modi, costi e copertura finanziaria della gestione delegata.

ART. 52 Modalità di assunzione e svolgimento

1. La Comunità Montana provvederà all'assunzione ed allo svolgimento dei servizi comunali delegati secondo i modi e le forme previsti dall'art. 22 della L. 142/90 ed eventuali successive disposizioni di legge.

TITOLO VI: ATTIVITA' PROGRAMMATORIA

CAPO I: ATTIVITA' PROGRAMMATORIE

ART. 53 Piano pluriennale

1. Il Piano pluriennale costituisce il documento programmatico di opere ed interventi nel territorio di competenza della Comunità Montana, attraverso il quale vengono individuati gli strumenti idonei al perseguimento degli obiettivi di sviluppo socio - economico, da elaborarsi in armonia con le linee di programmazione provinciale e regionale.
2. A tale scopo il Piano pluriennale di sviluppo deve contenere:
a) gli obiettivi fondamentali che la Comunità Montana intende perseguire e i mezzi per l'attuazione;
b) l'individuazione, per ogni settore, del tipo di interventi e del presumibile costo degli investimenti.
3. Il Piano pluriennale ha durata triennale e le sue indicazioni debbono trovare riscontro operativo nel bilancio pluriennale dell'Ente. Esso può sviluppare i propri effetti sull'intero territorio dei Comuni associati ancorchè‚ classificati parzialmente montani.

ART. 54 Formazione ed approvazione

1. Il Piano pluriennale di sviluppo socio - economico è predisposto nella fase progettuale a cura della Giunta.
2. La Giunta, in sede di formazione del piano, attiva forme di consultazione con i Comuni, associazioni, enti e soggetti socio - economici presenti nel proprio territorio.
3. Il Piano Pluriennale viene adottato dal Consiglio con apposita deliberazione e quindi pubblicato al proprio Albo ed a quello di ciascuno dei Comuni associati. Entro 30 giorni dalla pubblicazione chiunque abbia interesse può presentare osservazioni ed opposizioni. Il Consiglio, esaminate le osservazioni e le opposizioni, trasmette il Piano con le proprie eventuali controdeduzioni alla Provincia che lo approva o lo restituisce entro 60 giorni dal ricevimento. Trascorso tale termine il Piano si intende approvato.
4. Il Piano pluriennale approvato e divenuto esecutivo viene trasmesso alla Giunta Regionale e suo tramite, alla Conferenza Permanente per la Programmazione nelle aree montane.

ART. 55 Variazioni ed aggiornamento

1. Qualora il Consiglio stabilisca di apportare delle variazioni o procedere all'aggiornamento del Piano Pluriennale, per esigenze legate alla ridefinizione degli obiettivi programmatici, adotterà lo stesso procedimento di cui all'articolo precedente, ma con i termini ridotti alla metà.

ART. 56 Programma annuale operativo

1. Il Piano pluriennale di sviluppo socio economico è attuato a mezzo di programmi annuali operativi che devono contenere le opere e gli interventi da eseguirsi, gli oneri di spesa, nonchè la relativa copertura, trovando riscontro operativo nei corrispondenti bilanci d'esercizio.
2. Il Programma annuale operativo viene approvato dal Consiglio in conformità al Piano pluriennale di cui al precedente art. 53 e trasmesso alla Provincia.
3. Approvato e divenuto esecutivo il programma annuale è trasmesso alla Giunta Regionale e suo tramite, alla Conferenza Permanente per la programmazione nelle aree montane.

TITOLO VII: COOPERAZIONE

CAPO I: FORME ASSOCIATIVE

ART. 57 Convenzioni

1. Per lo svolgimento coordinato di determinate funzioni e servizi, nonchè per la realizzazione di specifici programmi, la Comunità Montana può stipulare con i Comuni associati, con le altre Comunità Montane, con la Provincia, la Regione e con altri soggetti pubblici, apposite convenzioni.
2. La convenzione deriva da un accordo tra le parti che, redatto in forma scritta, determina tempi, modi, soggetti, procedure, finanziamenti, obblighi e garanzie per la propria realizzazione.
3. Preparata e definita mediante eventuali conferenze di servizio o d'intesa tra le parti interessate, viene sottoposta all'approvazione del Consiglio.
4. Mediante la convenzione, previa intesa programmatica, può essere previsto l'esercizio associato di funzioni proprie con le Comunità Montane contermini.

TITOLO VIII: ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

CAPO I: LA PARTECIPAZIONE POPOLARE

ART. 58 Collaborazione dei cittadini

1. Al fine di favorire una maggiore collaborazione dei cittadini con l'Amministrazione, la trasparenza dell'azione amministrativa e dei processi decisionali consentito ai cittadini singoli od associati di partecipare alla formazione di un procedimento che possa incidere nelle loro situazioni giuridiche soggettive.
2. Allo scopo l'Amministrazione, attraverso il responsabile d'ufficio potrà attivare direttamente o su istanza dell'interessato una preventiva e motivata informazione sul procedimento instaurato o che si intende instaurare, permettendogli di presentare le proprie deduzioni in merito e mettendo a disposizione la relativa documentazione.
3. Onde evitare controversie, senza tuttavia ledere interessi pubblici o di terzi, il procedimento potrà concludersi nei limiti del proprio potere discrezionale con appositi accordi, in forma scritta a pena di nullità, tra l'Amministrazione e gli interessati. Tali atti osserveranno la disciplina del Codice Civile in materia di obbligazioni o contratti.
4. I modi e le forme di attivazione delle procedure di cui al presente articolo formeranno oggetto di apposita disciplina regolamentare.

ART. 59 Valorizzazione delle forme associative

1. La Comunità Montana favorisce l'attività delle Associazioni, dei Comitati o degli Enti esponenziali operanti sul proprio territorio, sostiene e valorizza le libere forme associative, la loro costituzione e potenziamento, con particolare riguardo a quelle che perseguono, senza scopo di lucro, finalità scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale e civile, di salvaguardia dell'ambiente naturale e del patrimonio artistico e culturale, di assistenza, sportive, del tempo libero, in quanto strumenti di formazione dei cittadini.
2. A tal fine viene incentivata la partecipazione di detti organismi alla vita amministrativa dell'ente attraverso la possibilità di presentare memorie, documentazioni, osservazioni utili alla formazione dei programmi di intervento pubblico ed alla soluzione dei problemi amministrativi. Possono essere attivate forme di consultazione per l'esame dei problemi specifici e in ogni caso per la formazione del piano pluriennale secondo le modalità dell'art. 54.
3. La Comunità Montana potrà inoltre intervenire con la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari, nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere, a sostegno delle iniziative promosse dagli organismi di cui al primo comma predeterminandone criteri, modi e forme in un apposito Regolamento.

ART. 60 Forme di consultazione della popolazione

1. In quelle materie di esclusiva competenza della Comunità Montana ed al fine di consentire la migliore impostazione e realizzazione delle iniziative la Comunità può avviare forme diverse di consultazione della popolazione.
2. La partecipazione popolare può attuarsi mediante la consultazione dei cittadini residenti in uno o più comuni su problematiche che direttamente interessano.
3. Le osservazioni, i suggerimenti, le proposte che dovessero conseguire da parte dei cittadini, singoli o associati, formeranno oggetto di attenzione da parte della Comunità Montana.

ART. 61 Istanze

1. I cittadini residenti nel territorio Comunitario, singoli ed associati, possono rivolgere alla Comunità Montana istanze per l'inizio di un procedimento amministrativo concernente interessi collettivi.
2. L'istanza deve essere presentata in forma scritta e con firma autenticata al protocollo della Comunità Montana, che ne rilascia ricevuta.
3. Le istanze aventi per oggetto richieste di contributi, sussidi e ausili finanziari sono disciplinate dall'apposito regolamento adottato ai sensi dell'art.12 della legge n.241/90.

ART. 62 Petizioni

1. La petizione consiste in una manifestazione di opinione, invito, voto o denuncia che un numero minimo di 15 cittadini residenti nel territori Comunitario, espone per far presente comuni necessità o per promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi.
2. Le firme dei richiedenti devono essere raccolte in moduli forniti e vidimati dalla Comunità Montana e devono essere autenticate.
3. La petizione deve essere presentata al protocollo dell'Ente che ne rilascia ricevuta.

ART. 63 Proposte

1. Un numero minimo di 30 cittadini residenti nel territorio Comunitario, possono avanzare proposte per l'adozione di deliberazioni dirette alla migliore tutela di interessi collettivi.
2. La proposta deve contenere il testo della deliberazione e deve essere accompagnata da una relazione che ne illustra il contenuto e le finalità.
3. Le firme dei proponenti devono essere raccolte in moduli forniti e vidimati dalla Comunità Montana e devono essere autenticate.

ART. 64 Procedura per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte

1. I cittadini, singoli o associati, possono presentare all'amministrazione istanze, petizioni e proposte intese a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi locali
2. Il Presidente affiderà le istanze, le petizioni e le proposte agli organi della Comunità competenti per materia che, potendosi avvalere degli uffici e di eventuali contributi esterni, dovranno esprimere un parere sulla questione entro 90 giorni.
3. Il Presidente, dopo aver comunicato ai cittadini interessati o al primo firmatario l'iter della pratica, li informerà motivatamente per iscritto nei 30 giorni successivi al rilascio del parere dell'organo competente sull'esito del medesimo e dei successivi eventuali sviluppi procedimentali, con l'indicazione degli uffici preposti e dei funzionari responsabili.
4. Ove i termini sopracitati non venissero osservati, il parere dell'organo si dà per reso e le pratiche passano agli Uffici competenti per l'istruttoria da farsi entro 30 giorni.
5. Nel caso di istruttoria negativa, ne viene fornita dal Presidente motivata comunicazione ai soggetti o al primo firmatario entro i 30 giorni successivi, mentre, nel caso di riscontro positivo, vengono anche indicati i futuri sviluppi procedimentali con l'indicazione degli Uffici preposti e dei funzionari responsabili.
6. Qualora per il numero dei destinatari o per altre motivazioni sia difficoltosa la comunicazione personale, l'Amministrazione provvede con altre forme di pubblicità ritenute idonee.

ART. 65 La pubblicità degli atti

1. Gli atti della Comunità Montana sono pubblici, fatte salve le previsioni di legge, del presente statuto e del regolamento sul diritto di accesso per quegli atti la cui diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi, delle imprese, o il risultato dell'azione amministrativa.
2. La Giunta, al fine di assicurare trasparenza e pubblicità dell'attività dei propri organi può, anche in forma saltuaria, promuovere forme di comunicazione attraverso manifesti, opuscoli, notiziari nonché altri mezzi giornalistici e radio-televisivi.
3. Presso gli uffici della Comunità Montana dovrà essere possibile per i cittadini interessati, secondo i modi e le forme stabiliti dall'apposito regolamento, che potrà prevedere anche un rimborso spese, avere informazioni precise sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino.

ART. 66 Difensore civico Comunitario

1. La Comunità Montana può accordarsi con i comuni associati per nominare un'unica persona che svolga la funzione di difensore civico per tutti gli enti interessati.
2. I requisiti, le cause di incompatibilità e di ineleggibilità alla carica, le modalità di elezione, la sede dell'ufficio, i mezzi e le prerogative del difensore civico Comunitario sono fissati da un'apposita convenzione che deve essere approvata dai rispettivi consigli.

TITOLO IX: FINANZA E CONTABILITA'

CAPO I: LA GESTIONE ECONOMICA

ART. 67 Finanziamenti

1. Nell'ambito e nei limiti imposti dalle leggi sulla finanza locale e dalle leggi regionali, la Comunità Montana ha propria autonomia finanziaria fondata su certezze di risorse proprie e trasferite.
2. La finanza della Comunità è costituita da:
a) trasferimenti statali;
b) trasferimenti regionali;
c) altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale;
d) risorse per investimenti.

ART. 68 Bilancio e programmazione finanziaria

1. L'ordinamento finanziario e contabile della Comunità Montana si informa alle disposizioni di legge vigente in materia.
2. Il bilancio di previsione per l'anno successivo va deliberato entro il 31 ottobre di ciascun anno salvo diverso termine stabilito dalla Legge.
3. Nella redazione e predisposizione dello stesso, vanno osservati i principi dell'annualità, dell'universalità, della legalità, della veridicità, della pubblicità e del pareggio economico e finanziario. Il bilancio è corredato dalla è relazione previsionale e programmatica nonché dal bilancio pluriennale, se richiesto dalla legge, elaborato in termini di sola competenza e di durata pari a quello regionale.
4. Il bilancio ed i suoi allegati devono, altresì, conformarsi al principio della chiarezza e della specificazione.
5. In particolare essi vanno redatti in modo tale da consentirne la lettura dettagliata ed intelligibile per
programmi, servizi ed interventi.
6. Il bilancio è approvato dal Consiglio della Comunità Montana con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
7. Gli impegni di spesa non possono essere assunti senza attestazione della relativa copertura finanziaria da parte del responsabile dell'ufficio di ragioneria.

ART. 69 Risultati di gestione

1. I risultati di gestione attinenti alle entrate e ai costi sostenuti e i risultati conseguiti per ciascun servizio, programma o intervento, vengono rilevati nel conto consuntivo che ricomprende sia il rendiconto finanziario che quello patrimoniale, oltre alla relazione illustrativa della Giunta che esprime le valutazioni in merito ai risultati ottenuti in rapporto alle risorse applicate.
2. Il conto consuntivo deve essere deliberato dal Consiglio entro il 30 giugno dell'anno successivo salvo diverso termine previsto dalla legge.

ART. 70 Servizio di tesoreria

1. La Comunità Montana si avvale di un tesoriere per la gestione finanziaria.
2. La nomina del tesoriere è effettuata dal Consiglio su proposta della Giunta che acquisirà preventivamente le migliori condizioni da parte di idonei istituti bancari.

CAPO II: CONTROLLO FINANZIARIO E CONTABILE

ART. 71 Revisione economico finanziaria

1. Il Consiglio elegge a maggioranza assoluta dei membri assegnati il revisore del conto.
2. Il revisore viene scelto secondo le modalità indicate dalla legge.
3. Esso dura in carica cinque anni, non è revocabile salvo inadempienze. La sua rielezione è consentita per una sola volta.
4. Al revisore spetta il compenso stabilito dalle disposizioni vigenti.

ART. 72 Funzioni e responsabilità del revisore

1. Il revisore collabora con il Consiglio nella sua funzione di indirizzo e controllo. A tal fine ha facoltà di partecipare, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio anche quando i lavori sono interdetti al pubblico, e della Giunta se richiesto. Ha altresì accesso agli atti e documenti della Comunità Montana.
2. Al revisore è demandata inoltre la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione, attestando la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione stessa, redigendo apposita relazione a corredo della deliberazione consiliare che approva il conto consuntivo.
3. Il revisore risponde della verità delle proprie attestazioni ed adempie ai propri doveri secondo i precetti della diligenza (art. 1710 C.C.) e rettitudine, riferendo immediatamente al Presidente ed al Segretario generale, di eventuali accertate irregolarità nella gestione dell'Ente.
4. Per quanto riguarda i requisiti soggettivi di eleggibilità e gli istituti della decadenza e revoca, nei riguardi del revisore si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 2399 e seguenti del C.C.

ART. 73 Forme di controllo economico interno della gestione

1. Con apposito regolamento di contabilità sono dettate norme specifiche:
a) per la rilevazione economica dei costi dei singoli servizi;
b) per la definizione normativa dei rapporti tra revisore ed organi elettivi di governo, organi elettivi di controllo, indirizzo e partecipazione, ed organi burocratici deputati alla gestione esecutiva dell'attività amministrativa;
c) per la puntualizzazione delle specifiche attribuzioni del revisore, nei limiti predeterminati dal precedente art. 68.
2. La rilevazione contabile dei costi prevede la sistematica raccolta dei dati gestionali imputabili alle singole unità operative, al fine di pervenire alla valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dell'azione rispetto alla spesa, articolata per settori, programmi ed interventi, nonchè la determinazione ed elaborazione di indici di produttività.
3. La Giunta della Comunità autonomamente o su indicazione del revisore può individuare centri di costo per i quali attivare specifiche forme di rilevazione.

ART. 74 Metodologia del controllo interno di gestione

1. L'attuazione del controllo interno della gestione può essere realizzato mediante:
a) la pianificazione;
b) la programmazione;
c) la redazione e gestione del bilancio di previsione annuale;
d) la verifica e l'analisi degli scostamenti tramite l'esame a consuntivo dei risultati ottenuti.
2. Dopo l'individuazione di eventuali risultati negativi il Consiglio o la Giunta, secondo le rispettive competenze, provvede alla predisposizione dei necessari rimedi a livello organizzativo, programmatorio e di riallocazione delle risorse per determinare un miglioramento dei servizi, o per attuare un processo amministrativo portatore di maggior economicità gestionale.

CAPO III: PROPRIETA' IMMOBILIARI

ART. 75 Demanio e patrimonio della Comunità Montana

1. La Comunità Montana potrà disporre di un proprio demanio e patrimonio ai sensi della L. 3.12.1971, n. 1102 e di altre norme in vigore.
2. La disciplina dell'uso di cui all'art. 9 della stessa legge formerà oggetto di apposito regolamento da approvarsi da parte del Consiglio.

ART. 76 Inventario

1. Di tutti i beni demaniali e patrimoniali mobili e immobili deve essere redatto un apposito inventario, compilato secondo quanto stabilito dalle norme in materia.
2. Il riepilogo dell'inventario deve essere allegato sia al bilancio di previsione sia al conto consuntivo.
3. L'attività gestionale dei beni, che si esplica attraverso gli atti che concernono l'acquisizione, la manutenzione, la conservazione e l'utilizzazione dei beni stessi, nonchè le modalità della tenuta e dell'aggiornamento dell'inventario dei beni medesimi sono disciplinati da apposito regolamento, nell'ambito dei principi di legge.

TITOLO X: ATTIVITA' REGOLAMENTARI

ART. 77 Regolamenti

1. Il Consiglio approva i Regolamenti di propria iniziativa nonchè quelli previsti dalla legge e dal presente Statuto a maggioranza assoluta dei propri componenti.
2. Prima della loro approvazione gli schemi di regolamento adottati dalla Giunta verranno depositati per 30 giorni presso l'Ufficio di Segreteria dell'Ente e del deposito verrà data informazione con avviso pubblico all'albo della Comunità e dei Comuni, onde consentire agli interessati la presentazione di osservazioni, memorie e proposte.
3. Il regolamento resterà pubblicato dopo la definitiva approvazione da parte del Consiglio della Comunità Montana per 15 giorni all'albo della Comunità e dei Comuni e, conseguito il favorevole esame di legittimità da parte dell'organo di controllo, diventerà obbligatorio salvo che sia altrimenti specificamente disposto.

TITOLO XI: NORME TRANSITORIE

ART. 78 Norme transitorie

1. In fase di prima applicazione del presente statuto gli organi esecutivi della Comunità Montana continuano ad esercitare le loro funzioni fino alla naturale scadenza.

ART. 79 Entrata in vigore dello Statuto

1. Lo Statuto della Comunità Montana, approvato ai sensi della legge, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.

TITOLO XII: NORME DI RINVIO

ART. 80 Norma di rinvio

1. Per quanto non previsto dal presente statuto si rinvia, per le rispettive materie di competenza alla normativa regolamentare di attuazione ed alle leggi.